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Lettera Datata 27 Febbraio 1915

su carta intestata della Confeitaria “Brasserie Paulista” di S. Paulo
di DORIA BIAGIO (detto Gino)

Lettera datata 27 febbraio 1915 Editore:
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Soggetto: Autografi - Manoscritti
Prezzo: € 400

Noto agli estimatori per i suoi toni pacati e sereni, in questa lettera Doria, senza mai rinunciare a vette di feroce ironia, liquida a suo modo, e con parole di fuoco, una controversia apertasi con il suo corrispondente. Segue il testo: “Caro Telarico, preferisco non venire a parlare direttamente con te; perché con le tue crisi isteriche non si sa mai quel che può succedere. Ti bonifico – dato che ci tieni tanto – i 50 centavos che ti ho dati una sera per andare a letto con la prima donna pulita che hai conosciuto in vita tua. [Breve testo interlinea non ben comprensibile] Io ci perdo i 50 centavos; tu ci perdi un poco di dignità, anzi parecchia, giacché non v'è uomo al mondo che sia di Calabria, il quale non senta rossore di fottere a spese altrui […] Me ne spiace per te e me ne compiaccio con il Pasquino; chissà che ora il tuo giornale, approfittando delle tue alterate condizioni mentali, non venga fuori talvolta in qualche lampo di spirito. Questo passo del brano dell'epistola, introduce verosimilmente il focus della missiva, quello che, aldilà delle vicende personali chiamate in ballo nell'incipit, giustifica il livore del Doria, che difatti continua: “Ti ringrazio per la soppressione dell'annunzio del mio volume. Ti ringrazio non meno per la cancellazione del mio nome da certe notizie dateti da uno dei tuo collaboratori […] io ho scritto (qui Doria fa riferimento al suo lavoro sulla rivista) da capo a fondo per due mesi (è stata un'epoca in cui il Pasquino è venuto fuori senza errori di grammatica, alcuno), ricevendone un paio di milreis al giorno. La lettera continua con un Post Scriptum, in cui Doria cerca di giustificare, con solita pungente ironia, la condotta del suo corrispondente.

Verosimilmente, data la presenza di testo interlineato, sporadiche cancellature e di un terzo foglio rifilato in prossimità del testo, deve trattarsi di una minuta personale del Doria. Come testimonia la voce per Doria, curata da U. Piscopo sul Dizionario Biografico degli Italiani, il nostro in Brasile collaborò a numerose testate giornalistiche, figlie minori delle omonime testate presenti in Italia (Il Fanfulla di San Paolo, il Giornale d'Italia di Buenos Aires, il Corriere Italiano di Rio), senza però menzionare il qui citato da Doria, “Il Pasquino”. Sembra inverosimile possa trattarsi comunque del Pasquino italiano, la storica rivista satirica torinese, anche perché Doria fa esplicito riferimento a pagamenti ottenuti dalla dirigenza del giornale in moneta locale. Nessun riferimento pertanto è possibile desumere sul destinatario Telarico, non altrimenti noto.
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